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La Storia dei Bottoni

Pubblicato da Alessio Benatti il

I bottoni e la loro storia

 

La nostra passione per i bottoni ormai è risaputa e allora ci è venuta la voglia di raccontarti la loro storia, prima o poi doveva succedere..
Ci sono tanti aneddoti che abbiamo trovato e che vorremmo condividere con te, quindi la nostra breve "storia" del bottone sarà suddivisa in periodi storici così da rendere tutto un po' più chiaro e preciso, partiamo dall'inizio allora!

I bottoni dalla preistoria all'anno 1000

I bottoni sono presenti fin dalla preistoria infatti sono stati rinvenuti in scavi archeologici nella valle dell'Indo e in Cina, fatti di conchiglie tagliate in forma circolare o triangolare.
Vengono usati anche nell'antica Roma, anche se non erano veri e propri "bottoni".. le chiusure di abiti e mantelli erano infatti prettamente lacci, fibbie o spille.
Anche le spille di sicurezza chiamate "Fibule" assumevano esternamente la forma che oggi consideriamo classica del bottone ma erano pur sempre spille.
Si deve attendere il 500 a.C. in Germania per trovare il primo uso pratico del bottone, quando si usavano delle piastrine unite una all'altra che servivano a chiudere i polsini, i moderni gemelli praticamente!
Bisognerà aspettare più o meno l'anno 1000 per ritrovare il nostro bottone come oggi lo immaginiamo, forse da quando hanno fatto la loro apparizione gli abiti più aderenti, quindi per ovviare ad una seria necessità, quella di dare un'allacciatura adeguata.
La parola francese "bouton" cioè "bocciolo", se tradotta in italiano, appare infatti per la prima volta ne "La Chanson de Roland" del XII secolo, ma questa è un'altra storia.. allora passiamo oltre nel tempo!

Il bottone dall'anno 1000 al 1800

Ed eccoci catapultati nel periodo gotico (XII- XVI secolo) quando il bottone acquista finalmente la sua utilità e gioiellieri e falegnami li cominciano a produrre in modo artigianale.
Nel 1492 con la scoperta dell'America, il mondo apre il suo traffico all'oro e alle pietre preziose ed è così che il bottone assume lavorazioni e raffinatezze di ogni tipo, diventando un vero e proprio "status symbol" per i più abbienti.
I ricchi li indossavano come oggetti preziosi, trattandosi di materiali quali la madreperla, l'oro e l'argento, l'ambra e il cristallo o addirittura le perle.. mentre i poveri dovevano accontentarsi di materiali giudicati meno preziosi e quindi facilmente reperibili ai più, quali l'osso e il cuoio ad esempio.
Pensa che Papa Clemente VII si faceva costruire i bottoni esclusivamente in oro da Benvenuto Cellini! 
Si hai capito proprio bene, da quell'artista e scultore che realizzò (oltre a molte altre opere famose) il "Perseo con la testa di Medusa" della Loggia in piazza della Signoria a Firenze!
Mica da uno qualsiasi direi..
A quei tempi dipinti e miniature decoravano file interminabili di bottoni, da 20 fino a 50, soprattutto sulle maniche, dal polso alla spalla.
Poi i bottoni in peltro, ottone, ferro e stagno cominciarono a guarnire le uniformi militari e, in Francia, nacquero i bottoni smaltati, i cui primi esemplari furono destinati a Francesco I, un vero e proprio "maniaco" dei bottoni!
In un solo abito ne aveva 13.600 e, ovviamente, tutti d'oro ..
E Luigi XIV, il Re Sole, non era da meno.. siamo alla fine del 1600 e Luigi XIV fa la sua apparizione ad una festa alla Corte di Versailles vestito niente popò di meno che da "Sole", con una veste abbellita da 816 bottoni in pietre dure e 1826 bottoni in diamanti, non piccoli come sassolini, ma con taanti carati.
Uno di questi era di un colore di profondo blu, il più grande dell'epoca, il Diamante Blu rimase nella storia con il nome di "Hope" e sembrerebbe che sia stato diviso in due.
Insomma Luigi XIV era talmente splendente con tutti quei "bottoni", cioè diamanti, che non poteva che essere chiamato "Re Sole".
Insomma il bottone diventa un vero e proprio elemento di bellezza!
Nascono addirittura i "bottoni da profumo".
Questo tipo di bottone conteneva una pasta odorifera, la quale, sciogliendosi col calore del corpo, rilasciava la sua fragranza (anche perché non erano anni di grande igiene dopotutto, anzi..).
Tra il 1700 e il 1800 appaiono sugli abiti (più degli uomini che delle donne) piccoli "ninnoli" composti da piccoli ritratti di paesaggi, fiorellini, animaletti e cornicette, tutti dipinti e smaltati a mano e utilizzati come bottoni, in porcellana, vetro o avorio.
Insomma questi tipi di bottoni diventano un vero e proprio investimento tanto da far parte del corredo di ogni sposa!
È con la rivoluzione industriale che il bottone comincia ad essere prodotto su larga scala e finalmente accessibile a tutti..

Dal 1900 a noi

Siamo arrivati al '900 e ai giorni nostri e allora parliamo di stilisti e di come alcuni di loro ne hanno fatto un punto di forza per la loro griffe.
In casa Schiaparelli giravano forme così strane che in una sua biografia si legge: "Il re bottone regna incontrastato da Schiaparelli, ma nessuno assomiglia a ciò cui un bottone dovrebbe assomigliare".
Chanel accostando metalli, perle e pietre colorate inventò addirittura uno stile rimasto inconfondibile nel mondo e nel tempo.
Neppure la seconda guerra mondiale fermò il cammino del bottone.. pensa che ci fu chi per produrli seppe ricavarli dai parabrezza dei bombardieri in disarmo!
La seconda metà del '900 è caratterizzata da alti e bassi ma non sorprende che gli stilisti di oggi li trattino come veri e propri gioielli.
E così dai modelli stravaganti della Belle Epoque ai bottoni in legno degli anni '30 e '40, dai grandi bottoni degli anni '50 ai bottoni "gioiello" degli anni '60, dai bottoni in ferro e piombo per i jeans degli anni '70 ai classici degli anni '80, e poi di nuovo i bottoni di lusso con pietre, strass e materiali pregiati..
Insomma si può affermare che la storia del bottone ha accompagnato i cambiamenti della storia e del costume durante i secoli.
Il bottone ha la capacità di cambiare l'aspetto di un capo, ti attrae, ti seduce, ti parla, dimostra il tuo carattere.. è un mondo tutto da scoprire quello sulla simbologia del bottone.
E se la vedi così diventa "magico" e apre la mente alla creatività, per questo c'è chi dice.. è SOLO un bottone?

 


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