Fare la spola

Pubblicato da Alessio Benatti il

Il modo di dire "fare la spola" 

 

Oggi proviamo a capire cosa significa e da dove arriva il modo di dire "fare la spola".

Chi di noi non ha mai usato questo modo di dire?

È così comune...specialmente ai giorni nostri, presi dalla smania di fare mille cose e di spostarsi da un luogo ad un altro per riuscire a combinare tutti gli appuntamenti di una giornata in questa vita così frenetica che accomuna gran parte di noi.

Beh, oggi prendiamoci cinque minuti di calma per capire bene questo modo di dire da dove deriva.

Letteralmente significa: muoversi o spostarsi continuamente da un luogo ad un altro (per esempio: è tutto il giorno che faccio la spola da un ufficio all'altro) oppure darsi da fare, affacendarsi alternandosi da un'occupazione ad un'altra, ma sapete da dove nasce?

Parliamo di una delle invenzioni più rivoluzionarie della storia dell'uomo e cioè del telaio e della geniale intuizione del tessuto.

Nell'industria tessile la spola consiste in una bobina di filo inserita in un supporto, la navetta, la sua dimensione varia a seconda del filato e del tipo di telaio.

L'insieme del cilindro di filato e della navetta, nella tessitura, fa passare i fili della trama tra quelli dell'ordito con un continuo moto di andata e ritorno creando il tessuto vero e proprio.

Da questo movimento su e giù, rapido e ritmato, proprio di un lavoro di una società d'altri tempi, traggono origine le immagini della spola e della navetta e proprio da qui deriva la locuzione di oggi.

Anche nelle macchine da cucire di uso domestico troviamo la "spoletta", un piccolo rocchetto in metallo o plastica intorno al quale si avvolge il filo inferiore della cucitura.

Infatti la cucitura della macchina da cucire è composta da due fili: il superiore infilato nell' ago che con moto alternativo verticale "cattura" quello inferiore (della spola appunto) che si muove con moto orizzontale creando un intreccio.

Se siamo riusciti a soddisfare una tua curiosità, e speriamo di si.. continua a seguirci!!!

Noi ti aspettiamo!!!

Adesso ti saluto e ti do appuntamento alla prossima settimana.


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  • Grazie Antonella, felici del tuo commento, del tuo interesse e di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo..

    Alessio Benatti il
  • Sempre articoli interessanti sui modi di dire entrati ormai a far parte del linguaggio comune. Questo davvero non lo sapevo… grazie ragazzi!

    Antonella Barbara Caldini il

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