Patchwork

Pubblicato da Alessio Benatti il

Le tecniche del patchwork

Affrontiamo l'argomento del magnifico mondo del patchwork descrivendoti gli strumenti necessari per attuarlo nel migliore dei modi.
Per chi desidera avvicinarsi all'arte del patchwork ho pensato che potesse essere utile conoscere anche le varie tecniche di lavorazione per poter scegliere meglio uno schema da portare a termine.
È necessario principalmente distinguere lo stile inglese da quello americano.
Il primo utilizza sagome di cartoncino sulle quali vengono appuntate le varie toppe di tessuto per realizzare motivi geometrici di piccole dimensioni.
Nello stile americano invece i pezzi di stoffa vengono posizionati uno accanto all'altro e cuciti dritto contro dritto, si possono cucire a mano o a macchina e vengono affiancati uno all'altro per poter formare un disegno.
• La tecnica "molas" è utilizzata principalmente dagli indiani di Panama e consiste nel creare bassorilievi con pezzi di stoffa colorati e poi intagliarli e trapuntarli.
• Il patchwork "geometrico" è il più comune ed ogni forma che compone la creazione, per esempio di un "quilt", ha una propria storia e un proprio significato.
• Il patchwork "hawaiano" è composto da due teli: il telo superiore viene disegnato e ritagliato con le tipiche forme hawaiane e poi fissato al telo intero inferiore.
• Il patchwork "log cabin" è composto da pannelli quadrati formati da strisce di tessuto cucite fra di loro, dove al centro è possibile trovare anche un ricamo.
• Lo stile "giapponese" è molto particolare e complesso ma permette di ottenere composizioni geometriche di grande effetto.
• Negli ultimi anni ha preso campo la tecnica patchwork su polistirolo.
Esistono diverse forme di polistirolo da poter rifasciare ma le più comuni sono le uova e le palline con le quali potrete sbizzarrirvi per Pasqua e per Natale.
E anche per oggi è tutto...torneremo a parlare di "patchwork" raccontandovi la sua storia e il suo ruolo nella società. Continuate a seguirci 
A presto!

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